AI · 4 ore fa
PwC ha trovato che, su 3.934 leader interpellati in 71 paesi, le minacce all’AI sono oggi il gap di preparazione più evidente: botnet dirette dall’AI, adversarial attacks e data poisoning entrano tra le prime lacune dichiarate. La lettura è netta: si finanzia l’adozione, ma non la tenuta operativa quando l’AI viene manipolata o usata contro l’organizzazione.
Il punto non è un modello che “si rompe” in modo vistoso. Un attaccante può alterare ciò che il sistema vede o sporcare i dati su cui impara, e l’output resta convincente ma sbagliato. Se in parallelo mancano data classification, controlli di perdita dati e piani di continuità formalizzati, un incidente AI può trascinarsi oltre il guasto tecnico e bloccare decisioni e processi.
Per i team che stanno distribuendo assistenti o agenti AI, il rischio resta nel perimetro di dati e continuità, non nel modello in sé. PwC fotografa proprio questo scarto: più budget e più adozione, ma controlli ancora insufficienti per contenere l’impatto quando l’AI viene ingannata o i dati sottostanti sono compromessi.
3 fonti che coprono questa storia
Botnets, adversarial attacks and data poisoning top leaders' AI threat list - Help Net Security
Attacks on AI systems are the cyber threat companies feel least ready for, PwC asked 3,934 business and tech leaders.
Enterprises Struggle to Prepare for AI and Quantum Threats, PwC Says
PwC’s survey found that only 22% of leaders would use fully autonomous AI for cyber defense, while just 21% are implementing quantum-resistant security measures.
AI Threats Top Cybersecurity Preparedness Gap, PwC Finds
PwC finds global security leaders are most concerned about attacks on AI systems
Part of the PlainSec briefing for 2026-10-02