PwC ha trovato che, su 3.934 leader interpellati in 71 paesi, le minacce all’AI sono oggi il gap di preparazione più evidente: botnet dirette dall’AI, adversarial attacks e data poisoning entrano tra le prime lacune dichiarate. La lettura è netta: si finanzia l’adozione, ma non la tenuta operativa quando l’AI viene manipolata o usata contro l’organizzazione.
Il punto non è un modello che “si rompe” in modo vistoso. Un attaccante può alterare ciò che il sistema vede o sporcare i dati su cui impara, e l’output resta convincente ma sbagliato. Se in parallelo mancano data classification, controlli di perdita dati e piani di continuità formalizzati, un incidente AI può trascinarsi oltre il guasto tecnico e bloccare decisioni e processi.
Per i team che stanno distribuendo assistenti o agenti AI, il rischio resta nel perimetro di dati e continuità, non nel modello in sé. PwC fotografa proprio questo scarto: più budget e più adozione, ma controlli ancora insufficienti per contenere l’impatto quando l’AI viene ingannata o i dati sottostanti sono compromessi.
Enterprises Struggle to Prepare for AI and Quantum Threats, PwC Says
PwC’s survey found that only 22% of leaders would use fully autonomous AI for cyber defense, while just 21% are implementing quantum-resistant security measures.