L’AI allarga la superficie d’attacco più di quanto si veda

L’AI sta creando un problema di controllo prima ancora che un problema di carico: la superficie d’attacco cresce, ma i team non vedono quasi nulla di ciò che sta entrando in produzione. Nel sondaggio NetFoundry, i leader si aspettano in media un aumento del 14% della superficie d’attacco nel prossimo anno; quasi tutti segnalano scarsa visibilità, il 90% teme shadow AI e solo il 15% si dice molto fiducioso negli strumenti attuali. Il punto debole non sono solo gli endpoint. I modelli, le API, i servizi cloud e le identità non umane usate dagli agenti AI accumulano accessi persistenti e permessi eccessivi, spesso fuori dai processi pensati per gli utenti umani. Così l’oversight tradizionale arriva tardi, mentre le connessioni macchina-macchina moltiplicano i punti d’ingresso e rendono più difficile capire chi può fare cosa. Per chi sta distribuendo copilots o agenti che leggono dati e chiamano API, il rischio è lo stesso: visibilità bassa e fiducia bassa negli strumenti spingono verso più controllo e approvazioni, con colli di bottiglia nei rilascio. In settori come healthcare, pharmaceuticals e tecnologia, la questione non è solo adottare AI, ma farlo senza lasciare che l’accesso delle macchine cresca più in fretta della governance.

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