Una chiamata da 13 minuti basta per clonare una carta

La frode si consuma dentro una chiamata in corso, non su un sito finto o con una carta rubata a posteriori. In 13 minuti, WindRelay e SpyNote hanno permesso di tenere la vittima al telefono, controllare il dispositivo e monetizzare la stessa interazione con clonazione della carta e un prestito aperto a suo nome. Il meccanismo è semplice e ingannevole: la vittima viene convinta a installare una app, il RAT apre il controllo remoto e poi il malware NFC legge il tap della carta mentre un secondo device del frodatore si presenta come la carta a un terminale reale. La conversazione resta la copertura che mantiene la vittima cooperativa mentre il traffico di pagamento viene deviato in tempo reale. Per chi gestisce anti-frode e mobile banking, il punto è che la verifica telefonica può diventare il canale d’attacco. Non basta cercare un falso sito o una card compromessa: qui il rischio nasce dalla sessione viva, dal dispositivo in mano alla vittima e dal flusso di pagamento intercettato prima che la chiamata finisca.

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