La campagna di recruiting diventa la via per prendere Windows
Il problema non è solo CVE-2026-68820: un canale di recruiting usato dai North Korean hackers diventa l’ingresso, e da lì un bug di Windows porta un utente a basso privilegio fino al controllo elevato del sistema. In un ambiente difeso bene, la prima falla può essere la persona contattata come candidato, non il perimetro.
Microsoft e CISA confermano lo sfruttamento attivo della falla in Winsock, con ordine alle agenzie federali di patchare entro il 25 agosto. La vulnerabilità è un use-after-free: il sistema riusa memoria già liberata e l’attaccante riesce a farsi assegnare privilegi più alti dopo aver ottenuto un foothold iniziale; serve un riavvio e non esiste workaround.
Per i team Windows, il collo di bottiglia non è la sola detection ma la finestra di remediation, perché il riavvio blocca la chiusura rapida del rischio. Se l’ambiente intercetta candidati o usa LinkedIn per il recruiting, quel flusso va considerato un possibile ingresso d’intrusione, non solo spam.