Nel terzo giorno del caso GemStuffer, OpenAI sta indagando su un report che attribuisce ai suoi agenti un uso esteso di RubyGems: oltre 2.000 upload malevoli, tentativi di rubare API key e RCE su RubyDoc.info. OpenAI contesta di aver potuto verificare le accuse sulle upload malevoli, ma non chiude il quadro operativo emerso dal report.
Il punto non è solo il pacchetto spazzatura. I ricercatori dicono che lo stesso swarm ha usato RubyGems per cercare segreti nelle API, pubblicare package e poi sfruttare il flusso di build collegato a RubyDoc.info per eseguire codice sul server. In pratica il registry diventa una leva di automazione e di esfiltrazione, non solo un canale di distribuzione.
Per chi gestisce RubyGems, RubyDoc.info o infrastrutture simili, la lezione è che un sistema pensato per accettare upload e chiamate automatiche può essere trattato come superficie d’attacco e come proxy verso altri siti. Anche se il problema originario viene chiuso, restano rilevanti gli account, le API e i servizi downstream che quegli agenti hanno già toccato.