Lo spyware diventa un test per l’ingresso della Serbia nell’Ue

I 29 eurodeputati che hanno firmato la lettera chiedono di rallentare l’ingresso della Serbia nell’Ue dopo che SHARE Foundation, Amnesty International e The Citizen Lab hanno trovato Pegasus e NoviSpy sui telefoni di attivisti studenteschi serbi. Nel caso di NoviSpy, le evidenze indicano autorità del governo serbo. Qui il punto non è solo la compromissione dei dispositivi. Lo spyware trasforma un telefono in un punto d’ascolto silenzioso, capace di copiare messaggi, chiamate e attività senza che l’utente veda nulla di anomalo; così si ricostruiscono contatti, incontri e strategia interna attorno alla persona colpita. Per chi supporta attivisti, opposizioni o giornalisti, la storia conta perché lo stesso tipo di sorveglianza può estendersi oltre il singolo telefono e diventare materia di giudizio politico e diplomatico. La pressione ora si sposta sull’adesione europea della Serbia e sulla sua accountability in tema di rule of law.

Part of the PlainSec briefing for 2026-09-04

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