Un tag Adform fidato ha distribuito uno stealer a migliaia di siti

Un tag pubblicitario fidato diventa il canale di distribuzione del malware, e il raggio d’azione si sposta dal server del vendor ai browser di chi visita migliaia di siti terzi. Qui si rompe l’assunto più comodo: un script servito da un dominio noto non è automaticamente innocuo, e i controlli basati solo sulla reputazione del dominio possono dare falsa sicurezza. La compromise ha colpito il file trackpoint-async.js di Adform, usato da circa 14.000 siti. Il codice serviva uno stealer per wallet crypto, che intercettava indirizzi Bitcoin, Ethereum e Tron nella clipboard e li sostituiva con indirizzi controllati dall’attaccante; le richieste di beacon puntavano all’IP 84.32.102.230. Il payload risultava pulito su VirusTotal, per questo è plausibile che sia passato sotto i radar degli strumenti che si fermano al file o al dominio. Per i team web e SOC il punto non è Adform in sé, ma la fiducia delegata ai tag di terze parti: ogni script pubblicitario o di analytics inserito in pagina può diventare un vettore di infezione per gli utenti finali se la supply chain viene compromessa.

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