Il patch non salva i seed già creati su Coldcard

Il punto debole non è il wallet in sé, ma il seed generato prima della correzione: una volta creato con il firmware errato, può restare ricostruibile offline anche dopo il patch. Qui la risposta standard — aggiornare e basta — fallisce, perché il rischio si sposta sui coin già nati da quel seed. La causa è un errore di integrazione del firmware di Coldcard: in alcune build la generazione del seed è finita su un PRNG software deterministico, inizializzato con valori prevedibili come l’UID del dispositivo e lo stato del timer, invece che sull’RNG hardware. The Hacker News e Block collegano il difetto al sweep di 1.196 indirizzi, per 1.082,65 BTC pari a circa 70,2 milioni di dollari; Coinkite ha rilasciato firmware d’emergenza il 31 luglio, con fix per Mk3 alla 4.2.0 e per gli altri modelli interessati alle rispettive versioni correttive. Per chi usa Coldcard per custodia o treasury, la conseguenza pratica è netta: il firmware aggiornato non redime un seed già generato sotto la build vulnerabile. Finché quei fondi restano su un seed pre-patch, la debolezza resta davanti, non dietro, al momento della correzione.

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