Firme valide, malware distribuito come software legittimo
Quando viene compromesso un provider di code-signing, la firma non basta più a distinguere il software affidabile da quello malevolo. Il punto non è solo il furto di un certificato: è che un binario firmato può attraversare allowlisting, controlli di reputazione e workflow di distribuzione che si fidano della firma come prova di fiducia.
Expel collega l’incidente di aprile 2026 in DigiCert al gruppo CylindricalCanine, subgruppo di GoldenEyeDog, e dice che i certificati sottratti ai clienti sono già stati usati per firmare malware. Circa 60 certificati sono stati revocati; DigiCert ha confermato la revoca di quelli ottenuti in modo fraudolento dopo l’accesso ai suoi sistemi di supporto interno.
Per chi distribuisce software o decide cosa può eseguire in base alla firma del publisher, il problema non finisce con il blocco di un campione: finché i certificati abusati restano validi o i trust store non si aggiornano, l’attaccante può continuare a produrre binari che sembrano legittimi.