Un link Proton Drive fa passare il ransomware per una consegna sicura
Il problema non è la finta Interpol da sola. È che il messaggio appoggia il download su un servizio cloud legittimo e su una password inserita nella stessa email, così un file malevolo sembra una consegna normale e non un allegato sospetto. Questo indebolisce l’assunto che un link ospitato su una piattaforma affidabile, protetto da password, sia più sicuro di un file allegato.
Bitdefender descrive una campagna di phishing attiva che impersona Interpol e colpisce piccole imprese in Europa, Asia, Medio Oriente e Nord America. Il file è ospitato su Proton Drive, il link arriva via email e la password è nella stessa email; l’esecuzione del file porta al ransomware. I settori citati includono food and agriculture, legal services, pharmaceuticals, media, technology e finance.
Per i team email e SOC, il punto è questo: un controllo basato soprattutto su reputazione del mittente e scansione degli allegati può non vedere un payload distribuito attraverso un link cloud considerato fidato. Se il canale di consegna è già percepito come sicuro, la verifica finale resta all’utente, e lì il blocco arriva troppo tardi.