Microsoft 365 sposta il phishing nei flussi interni

Il salto vero non è un nuovo esca, ma un cambio di fiducia: il phishing esce dalla casella e si infiltra nei flussi di collaborazione che molti trattano come lavoro ordinario. Se l’ingresso passa da un group, un file condiviso o un invito di calendario, gli indizi non stanno più in un solo messaggio sospetto ma si spargono su più superfici, e la ricostruzione diventa più difficile. Fortra descrive campagne che aggiungono il bersaglio a un Microsoft 365 Group controllato dall’attaccante e poi spingono richieste attraverso mailbox del group, file condivisi e inviti di calendario. Il risultato può arrivare a credential theft, token theft, malware o ulteriore social engineering, con Microsoft Outlook e Microsoft 365 Groups al centro del percorso. Per chi usa Groups e calendari condivisi per approvazioni e documenti, il rischio è la scorciatoia di fiducia: un artefatto di collaborazione viene letto come più sicuro di una mail esterna. Anche le indagini ne risentono, perché gli indicatori non restano in inbox ma si distribuiscono tra mail, file ed eventi di calendario.

Part of the PlainSec briefing for 2026-06-24

Every edition of this story: Microsoft 365 sposta il phishing nei flussi interni

Sources