CRPx0 diventa una fabbrica di ransomware in franchising

CRPx0 non è più solo una truffa crypto: il gruppo ha trasformato la propria attività in un modello white-label ransomware-as-a-service e il suo leak site dice di aver colpito 48 organizzazioni, dopo averne rivendicate meno di 10 a giugno. Il salto conta perché allarga il danno oltre il nucleo dell’operatore: più affiliati significa più campagne, più vittime e più varianti dello stesso schema. L’ingresso non passa da una falla software. CRPx0 punta su ClickFix: una falsa finestra di errore, un finto update o un CAPTCHA spingono la vittima a copiare e incollare un comando in Windows Run o nel terminale di macOS, consegnando l’esecuzione all’attaccante. Da lì il gruppo ruba dati, intercetta e sostituisce gli indirizzi wallet copiati negli appunti, e poi cifra i file; il risultato è perdita finanziaria oltre al blocco degli endpoint. Per i team con utenti su Windows e macOS, il punto non è solo il ransomware finale ma il primo gesto richiesto alla vittima: incollare un comando fidandosi dell’interfaccia. Se questo modello si diffonde tramite affiliati, la superficie resta ampia anche senza vulnerabilità da patchare, e gli ambienti con traffico crypto restano i più esposti al furto di wallet e al furto dei dati.

Part of the PlainSec briefing for 2026-09-09

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