Le inbox dei professori diventano un mercato nero

Il Dipartimento di Giustizia USA ha incriminato 17 membri del Mabna Institute per una campagna che ha sottratto oltre 31 TB di dati da centinaia di università e li ha trasformati in merce di rivendita. Gli Stati Uniti hanno anche messo fino a 10 milioni di dollari di taglia per cinque sospetti, segnalando la scala industriale dell’operazione. Secondo l’atto d’accusa, il gruppo entrava nelle caselle dei professori con credenziali rubate e usava quegli account reali per raccogliere altri documenti e spostarli come se fossero già legittimi. Il punto non è solo il furto iniziale: una inbox fidata diventa sia l’arnese per prendere dati sia il segnale di fiducia che ne facilita il passaggio. Per università, centri di ricerca e organizzazioni che scambiano materiale sensibile via account del personale, la storia mostra che una sola mailbox compromessa può alimentare esfiltrazione e rivendita ben oltre l’incidente iniziale. Il danno resta anche quando l’accesso diretto è chiuso, perché l’identità rubata può continuare a produrre fiducia.

Part of the PlainSec briefing for 2026-08-19

Editions

Sources