VulnCheck ha visto oltre 15.000 tentativi riusciti contro Langflow, con due attori diversi e almeno tre CVE coinvolte. Il quadro non è quello di un singolo bug da chiudere, ma di una piattaforma esposta a più strade di compromissione.
Un percorso consente di iniettare codice tramite un endpoint di validation; un altro abusa del caricamento file per scrivere sul server dove non dovrebbe. In entrambi i casi, una normale richiesta web diventa controllo dell'host, quindi la correzione di una sola falla non basta a dare per chiuso il rischio.
Per chi espone Langflow o altri low-code AI builder su Internet, il punto è semplice: un'esposizione di superficie piccola può tradursi in compromissione della macchina, e la presenza di vettori indipendenti rende meno affidabile qualunque verifica limitata a un solo endpoint o a una sola patch.