MFA salta quando Azure CLI usa un vecchio OAuth

La difesa qui non salta per una password debole, ma per il percorso di autenticazione. Se un tenant lascia attivo un flusso OAuth legacy che scambia direttamente username e password per un token, MFA e Conditional Access non hanno il passaggio interattivo su cui intervenire. Huntress ha visto 81 milioni di tentativi tra il 12 e il 26 giugno, con almeno 78 account Microsoft compromessi in 64 organizzazioni. La campagna ha sfruttato OAuth ROPC su Azure CLI e Microsoft 365; in diversi casi le policy MFA erano presenti ma non coprivano quel flusso, oppure valevano solo per gruppi o posizioni ristrette. Il punto è che la protezione va verificata sul percorso di autenticazione, non solo sulla presenza di MFA. Se ROPC o altri flussi legacy restano consentiti, l’accesso valido può nascere anche dove il login normale verrebbe bloccato.

Part of the PlainSec briefing for 2026-07-02

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