Predator passa dal processo penale alla causa civile

Il caso Predator non è più solo un abuso del passato: con una causa civile si sta trasformando in una catena di responsabilità che coinvolge venditori, intermediari e clienti pubblici. La lettura standard si ferma allo spyware; il punto reale è che gli stessi fatti del 2022 ora pesano sia sul piano penale sia su quello risarcitorio, con effetti che possono riaprire ruoli e relazioni già emersi nello scandalo. Otto vittime accertate hanno citato in giudizio Intellexa e 13 persone collegate alla società, chiedendo circa 7,6 milioni di euro. La vicenda resta ancorata alle rivelazioni del 2022, che portarono alle dimissioni dei vertici dell’intelligence greca e del capo di gabinetto del primo ministro; a febbraio un tribunale greco aveva già condannato il fondatore di Intellexa e tre associati per il loro ruolo nello scandalo. Il segnale più ampio è che il Predator scandal entra in una fase di accountability prolungata. Per chi compra, deploya o indaga commercial spyware, il rischio non è solo reputazionale: le carte processuali possono far emergere struttura, ruoli e legami tra vendor e apparati pubblici anche molto dopo l’incidente iniziale.

Part of the PlainSec briefing for 2026-07-08

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