Scam center: Washington e Londra stringono la presa

Il DOJ statunitense e la NCA britannica hanno firmato giovedì un MOU per coordinare indagini parallele contro le scam center del Sud-est asiatico. La novità non è il documento in sé. È il fatto che due giurisdizioni chiave stanno allineando tempi, casi e priorità sulla stessa economia criminale. L’accordo serve a condividere informazioni, scegliere dove portare i singoli casi e preparare un evento di disruption con partner privati già previsto a Londra per l’inizio di ottobre. In pratica, rende più difficile per i gruppi spostare denaro, spezzare le indagini o rifugiarsi in un solo Paese quando i proventi passano da crypto e da altri canali transfrontalieri. Per chi traccia frodi, AML, sanzioni e flussi crypto, il punto è che i percorsi di riciclaggio diventano più esposti a sequestri e procedimenti paralleli su più fronti. Il precedente citato dal DOJ è la disruption di Prince Group e il sequestro di circa 15 miliardi di dollari in bitcoin: il segnale è che la pressione ora riguarda la filiera finanziaria delle scam, non solo i compound in cui vengono gestite.

Part of the PlainSec briefing for 2026-09-05

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