Ransomware · 23 ore fa

L’arresto di Dubrovsky scopre il buco nella fiducia ai negotiator

Edward Dubrovsky è stato arrestato all’evento Philadelphia Cyber Risk Summit del 8 ottobre, e il caso lo collega all’indagine ShinyHunters e a capi d’accusa federali per extortion. Il punto non è solo l’arresto di un intermediario noto nel ransomware. È che la persona chiamata a parlare per la vittima può risultare allineata con chi la sta minacciando.

Il meccanismo è un choke point di fiducia. Il negotiator vede entrambi i lati della leva: cosa teme la vittima e cosa vuole l’estorsore. Se quel ruolo è compromesso, la gestione della crisi può spostarsi verso il pagamento, rallentare il contenimento o far filtrare dettagli sensibili della risposta.

Per chi affida incident response, breach counsel o negoziazioni ransomware a terzi, il caso allarga il perimetro del rischio oltre il gruppo criminale: anche la filiera che gestisce la crisi diventa parte della superficie d’attacco. Il messaggio è che il vendor di emergenza non va trattato come neutrale per definizione.

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Entità

Part of the PlainSec briefing for 2026-10-17

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