CVE-2026-6875 passa dalle patch agli attacchi attivi

Il punto critico non è più la sola presenza di CVE-2026-6875, ma il fatto che gli attaccanti la stiano già usando dove l'aggiornamento non è arrivato. Le istanze hosted di ServiceNow sono state aggiornate, però la superficie reale resta nelle installazioni customer-managed o in ritardo: lì una vulnerabilità senza login resta sfruttabile da remoto. Defused segnala sfruttamento attivo nella ServiceNow AI Platform, confermando il cambio di fase rispetto al semplice rilascio della correzione. ServiceNow aveva già distribuito il fix per gli ambienti hosted, ma le istanze self-hosted e quelle gestite da partner devono ancora applicarlo; la falla consente una remote code execution non autenticata. Per chi opera ServiceNow, il discrimine non è il prodotto in astratto ma lo stato dell'istanza. Se l'update non è stato applicato, il rischio resta vivo anche dopo la correzione lato vendor.

Part of the PlainSec briefing for 2026-07-22

Editions

Sources