Signal passa dal furto di codici al furto della chiave di recupero
La posta in gioco si è spostata: non basta più rubare un codice o un PIN, perché la chiave di backup diventa il punto che mantiene vivo l’accesso anche dopo un reset dell’account. Se quella chiave viene carpita, il recupero dei messaggi e la riattivazione dello stesso numero possono lasciare aperta la porta a letture future e a accessi persistenti.
Il nuovo avviso dell’FBI dice che attori legati ai servizi d’intelligence russi hanno aggiornato le esche contro utenti ad alto rischio, passando a richieste che puntano esplicitamente alla Signal Backup Recovery Key. La stessa nota collega la campagna a più cluster, cita bersagli tra funzionari, militari, politici, giornalisti e ufficiali ucraini, e precisa che una nuova chiave invalida solo i futuri download del backup, non quello già sottratto.
Per chi protegge utenti esposti, il punto non è solo l’account compromesso: è la possibilità che un singolo recupero rubato renda inefficaci i reset e prolunghi l’accesso ai messaggi storici.