I CVR pubblici si possono ricondurre ai tempi di voto
La pubblicazione dei CVR non è anonima come sembra: in Georgia, per la primaria di maggio 2026, un ricercatore ha ricostruito l'ordine dei voti incrociando liste di early voting e file CVR. Il risultato non dipende da una macchina compromessa, ma dalla correlazione tra registri pubblici che si identificano a vicenda.
Il meccanismo è semplice da spiegare: si allinea la lista dei votanti per contea con il file ballot-by-ballot, poi si usa l'ordine di voto come un puzzle per associare ogni scheda a una finestra temporale o a un elettore probabile. L'AI agent rende questa ricostruzione abbastanza pratica da ripetere senza toccare sistemi elettorali o dati non pubblici.
Per gli uffici elettorali e per chi pubblica record a livello di scheda, il punto è che la trasparenza non coincide con l'anonimato. Se l'ordine può essere ricostruito da fonti aperte, quei file possono rivelare tempi e schemi di voto che si pensavano protetti.