Per Shell il problema non è solo capire se ci sia stato un furto di dati. Una rivendicazione pubblica su 89 GB può già creare pressione di estorsione e di disclosure, prima ancora che il perimetro dell’eventuale incidente sia verificato. Shell ha confermato di stare indagando su un potenziale security incident dopo la claim di Clop. Al momento la violazione non è confermata e non sono stati resi noti i dati coinvolti; proprio per questo la posta si sposta subito sul rischio di uscite secondarie e di impatto su dipendenti, partner o clienti se i dati risultano davvero usciti. Per chi gestisce dati interni e partner in grandi aziende energetiche, il punto è che una claim pubblica può anticipare il danno operativo. Se l’esfiltrazione c’è stata, la questione non finisce con il contenimento dei sistemi: resta la possibile comparsa dei dati fuori dall’organizzazione.