Malware · 1 giorno fa

Aoki allarga il furto alle credenziali degli assistant AI

Symantec ha osservato che Aoki ha ampliato il proprio raggio d’azione: non più solo browser, wallet e password manager, ma anche API key, token e session file di assistenti AI come Claude, ChatGPT, Codex, Gemini e GitHub Copilot. Il report è del 15 ottobre. Il salto è importante perché trasforma un semplice furto di credenziali in un accesso che può sembrare quello di uno sviluppatore legittimo.

Il malware punta ai file e ai token già salvati, quindi non ha bisogno della password in chiaro. Con quelle chiavi può usare la quota API della vittima e presentarsi come utente autorizzato, agganciandosi poi a repository, servizi cloud e pipeline CI/CD collegati all’account.

Per i team che permettono agli assistant AI di toccare codice o infrastruttura, il rischio non finisce nel login dell’assistente. Un token rubato può diventare una porta laterale verso la base di codice e la supply chain del software, anche se l’account AI in sé viene rimesso in sicurezza.

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Part of the PlainSec briefing for 2026-10-16

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