AI infrastruttura sotto pressione per credenziali e tool interni
Wiz ha registrato 90 giorni di attacchi sostenuti contro AI infrastructure esposte, con campagne rivolte a LiteLLM, MCP server e framework per agent invece che a una generica base applicativa. Il punto non è solo il servizio davanti: è che questi componenti concentrano credenziali e accessi verso altri sistemi.
La telemetria mostra tre schemi: sfruttamento di MCP server esposti, blind prompt injection e furto di credenziali dalla memoria degli agent. In pratica, un proxy AI può custodire chiavi di più provider, permessi cloud e accesso a tool interni; se cade, l’attaccante eredita anche ciò che quel livello è autorizzato a toccare.
Per chi gestisce LiteLLM, Flowise, LangChain, Langflow, ChromaDB, Ollama, MCP server o servizi Starlette, il rischio non si ferma al front-end compromesso. La storia dice che la superficie AI va trattata come un piano di controllo ricco di segreti, non come una semplice applicazione da proteggere a perimetro.