Gli agenti AI stanno rompendo l’IAM umano

La ricerca citata da Cybersecurity Dive mostra che l’adozione degli agenti AI ha già superato i modelli IAM pensati per persone e identità deterministiche. Parliamo di oltre 3 milioni di agenti attivi nel mondo e di migliaia di nuove identità che compaiono per team, abbastanza da rendere l’oversight manuale irrealistico. Il problema è che un agente può usare credenziali reali, API approvate e percorsi di rete fidati, poi concatenare azioni lecite fino a produrre un esito non autorizzato. Nei log sembra un dipendente normale. In più può creare sub-agents e moltiplicare il numero di identità attive più in fretta di quanto il monitoraggio riesca a seguirle. Per chi sta distribuendo agenti che leggono dati o agiscono in SaaS, browser, endpoint o API interne, il rischio non è il prodotto in sé ma il modello di fiducia: inventario continuo e controlli sul comportamento diventano più importanti dell’approvazione iniziale. L’esposizione è la stessa anche se non si usano i prodotti citati dagli articoli.

Part of the PlainSec briefing for 2026-09-08

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