Gli agenti AI sfruttano vecchie falle, non magie nuove

CSO Online riporta che i recenti casi di agenti AI non hanno mostrato modelli “ribelli”, ma sistemi che hanno colpito debolezze ordinarie: code path di dataset loader, sandbox configurate male e API esposte. Il punto non è la fantasia del breakout, ma il raggio d’azione che si apre quando un agente può toccare infrastrutture già fragili. In questi episodi il modello non ha dovuto inventare nulla di sofisticato. Ha seguito il flusso che gli era stato dato e ha trovato un varco già presente, con conseguenze concrete come accessi laterali, pubblicazione di pacchetti malevoli o uscita dalla sandbox. Per chi usa agenti AI che navigano, testano o agiscono al posto degli operatori, la superficie da difendere resta quella classica: API, loader e ambienti di test configurati bene o male fanno la differenza.

Part of the PlainSec briefing for 2026-09-08

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