Wi‑Fi captive portal trasforma hotel in furto credenziali
Il punto non è il Wi‑Fi dell’hotel in sé. È che un accesso pensato per durare pochi minuti può diventare un varco riutilizzabile: una volta dirottata la pagina di login o di update, l’utente consegna credenziali Microsoft 365 o approva un accesso che resta valido anche fuori dalla rete dell’albergo.
Microsoft attribuisce la campagna CaptiveCrunch a Midnight Blizzard, o Storm-2945, e la collega a traffico manipolato su captive portal di hotel e conference center. Le esche osservate includono false pagine di sign-in di Microsoft 365, flussi di device code e pagine di update fasulle; in parallelo, CornFlake e ChocoShell servono a mantenere il foothold e a rubare cookie, password e token.
Il rischio non si ferma al singolo venue: Microsoft segnala infrastrutture e sistemi di gestione simili su reti diverse, segno che il blast radius può estendersi oltre un hotel o un centro conferenze. Per chi fa viaggiare utenti su Microsoft 365 o Entra ID, il captive portal è ormai una superficie di raccolta credenziali e accesso persistente, non solo una seccatura di connettività.