Phantom Deal sposta la frode sui flussi di pagamento
Phantom Deal ha preso di mira almeno cinque grandi aziende, tra cui Gen, Norton e Avast, con finte operazioni di M&A costruite per convincere personale intermedio ad avviare grossi trasferimenti. Il punto non è entrare nella casella del CEO. Il punto è trovare chi ha il potere operativo di muovere denaro e spingerlo a farlo sotto copertura di lavoro ordinario.
La campagna usa dettagli aziendali reali e lessico da deal per far sembrare legittima una richiesta che in realtà porta fondi verso conti controllati dagli attaccanti. Quando il racconto combacia abbastanza con la storia dell’azienda, il controllo si sposta dal mailbox compromise al processo di approvazione del pagamento.
Per chi gestisce wire-transfer, vendor payment o approvazioni via email, chat o telefono, questa è la parte che conta: la superficie da difendere non è solo l’identità dei dirigenti, ma il flusso che autorizza il trasferimento. Qui la frode nasce dall’abuso del processo, non dal furto di una casella executive.