Un milione di email travestite da approvazione interna
Microsoft ha osservato tra il 3 e il 5 agosto una campagna di BEC assistita da AI con oltre un milione di email, inviate tramite account di delivery di terze parti e dirette soprattutto a utenti enterprise negli Stati Uniti. Il bersaglio era la finanza: richieste di pagamento ACH da quasi 50.000 dollari, mascherate da approvazioni di CEO, CFO e presidenti aziendali.
Il messaggio non arrivava come una singola truffa grezza. Portava una catena di risposte inoltrate, un invoice fabbricato e una firma che imitava un dirigente reale, così da sembrare una normale conversazione interna di pagamento e non un lure esterno. È questo il punto: la reputazione del mittente non basta quando il testo costruisce fiducia a strati.
Per i team che approvano invoice o bonifici via email, il rischio resta anche fuori da questo caso specifico. Quando la fiducia arriva da una catena credibile e da un delivery service legittimo, i filtri basati solo su reputazione del mittente o segnali ovvi di phishing perdono efficacia.