Il sequestro di Virtualine interrompe un servizio, non prova la chiusura
L’FBI ha sequestrato il dominio principale di Virtualine, un provider di hosting i cui clienti comprendevano servizi ransomware, malware e operazioni di sextortion, secondo TRM Labs. Il sequestro colpisce quindi un’infrastruttura condivisa da più attività criminali.
Il Dipartimento di Giustizia sostiene che a marzo Virtualine offrisse ai clienti un piano per trasferire la loro infrastruttura a una società di comodo non collegata al provider dopo una richiesta delle autorità, per poi riattivare il server. Il cambio di società poteva mantenere online l’attività anche se il provider veniva raggiunto dalle forze dell’ordine.
Per chi segue questi gruppi, il sequestro è una possibile interruzione, non la prova che i servizi o le infrastrutture dei clienti siano scomparsi. TRM Labs indica che le transazioni in blockchain possono aiutare a ricostruire dove si spostano clienti e gestori.
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