La FTC ha portato in tribunale le società di Dmitry Belkin e ha ottenuto un blocco temporaneo delle attività per una presunta frode da almeno 60 milioni di dollari ai danni di vittime di sextortion. Le società, tra cui Digital Forensics Corporation e BlackmailHelpline.com, vendevano aiuto per gestire il ricatto mentre, secondo l’accusa, non facevano il lavoro promesso.
Il meccanismo era di fiducia tradita. Le aziende avrebbero usato l’account della vittima per parlare con il ricattatore, cambiato le impostazioni per bloccarne i messaggi e poi fabbricato chat e dati di localizzazione per far credere a un intervento reale. In più avrebbero negato i rimborsi e spinto verso servizi aggiuntivi. Il danno non è tecnico: è una seconda estorsione ai danni di chi cercava aiuto in urgenza.
Per chi gestisce awareness, fraud response e trust-and-safety, il caso mostra che la ricerca di assistenza su sextortion può diventare parte della superficie d’attacco. Resta il problema di chi intercetta la crisi prima di un vero intervento di legge o di piattaforma, e di chi monetizza la paura prima ancora del ricatto.
FTC: Company netted at least $60 million charging sextortion victims for help it didn’t provide
An Ohio-based company charged individuals thousands of dollars to fight sextortion scams, but the operation itself was fraudulent, according to a Federal Trade Commission complaint.
FTC says ‘sextortion’ protection companies deceived customers about services
A federal lawsuit alleges that Dmitry Belkin and his companies routinely failed to deliver on services to protect customers, generated fake evidence and denied refunds to victims.