Minacce e avversari

Gli arresti spingono ShinyHunters fuori da Telegram

L’FBI ha arrestato in Pennsylvania un altro presunto co-cospiratore di ShinyHunters, dopo una serie di detenzioni arrivate nell’arco di due settimane. Il dato che conta non è il singolo fermo, ma la pressione cumulata su una rete che ora valuta di abbandonare Telegram.

Per il gruppo, Telegram non è solo un canale di messaggistica: è il punto in cui si coordinano, si muovono i contatti e si tengono insieme le operazioni di leak e di estorsione. Se quella base viene interrotta, la comunicazione si frammenta, i tempi si allungano e i monitoraggi già costruiti perdono continuità.

Per chi segue ShinyHunters, il segnale è questo: gli arresti non chiudono da soli la minaccia, ma possono degradarne la capacità di coordinamento nel breve periodo. Resta da capire se il gruppo cambierà piattaforma, alias o ritmo operativo prima che le attività residue si ricompattino altrove.

3 fonti · 4 ore fa

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Fonti

Part of the PlainSec briefing for 2026-10-09

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