Violazioni di dati

DMDC, i dati personali diventano munizioni contro i militari

Il Defense Manpower Data Center del Pentagono ha esposto i dati sensibili di poco più di 3 milioni di persone, dopo nove mesi di accesso non rilevato. Tra le vittime ci sono anche 294.000 persone decedute. L’elemento che pesa di più non è solo il volume, ma il fatto che il repository unisse identità e informazioni di servizio.

I file non erano cifrati. Chi è entrato nel sistema di condivisione ha potuto leggere direttamente Social Security number, nomi, date di nascita, contatti e, in alcuni casi, dettagli sul lavoro svolto. Questo trasforma la violazione in un’esposizione di dati, utile non solo per frodi d’identità ma anche per phishing e impersonificazione credibili contro personale militare, contractor, pensionati e famiglie.

Il Pentagono dice di non aver visto uso illecito dei dati finora. Con una finestra di nove mesi, però, l’assenza di prove non riduce molto il rischio. Per chi gestisce dati di personale pubblico o militare, questa è una perdita che continua a produrre valore per chi l’ha ottenuta.

2 fonti · 8 ore fa

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Part of the PlainSec briefing for 2026-10-01

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