Il repository stesso aggira il sandbox degli agent AI

Manifold Security ha trovato otto vulnerabilità di Git config in sette CLI AI coding agent. Alla verifica del 1 settembre, quattro erano ancora non patchate. Goose, Claude Code e Cursor hanno già ricevuto fix; OpenAI ha pubblicato CVE correlate per Codex nella stessa classe di comando eseguito. Il punto debole è nella .git/config del repository: una voce può nominare un comando e Git lo esegue per capire cosa è cambiato. Gli agent interrogano Git in background per stabilire branch e file modificati, e quel comando parte come l’utente, fuori dal sandbox e prima di ogni prompt di fiducia o approvazione. Un archivio, una copia su drive condiviso o una chiavetta con la directory .git intatta può quindi trasformare una semplice apertura in esecuzione locale di codice. Per chi lavora su workstation di sviluppo, il confine di fiducia non è solo la provenienza del repo ma il file system che lo contiene. Hermes Agent, Qwen Code e Grok Build restavano esposti al retest, quindi un repository ricevuto fuori da un clone normale resta un canale operativo distinto dal traffico di rete.

Part of the PlainSec briefing for 2026-09-02

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