L’AFP, con l’FBI e la polizia del Western Australia, ha arrestato il 26 agosto due uomini accusati di guidare TeamPCP e ha sequestrato dispositivi per l’analisi forense. La vicenda è uscita dalla sola attribuzione: ora entra nella fase in cui prove, pagamenti e contenuti estratti dai device possono allargare il quadro dell’indagine.
TeamPCP è legato a una campagna di supply chain che ha inserito codice malevolo in software open source e lo ha fatto circolare attraverso strumenti fidati come Trivy e pacchetti npm. Il risultato non è solo compromissione iniziale: sono stati sottratti credenziali e dati che possono restare utili molto dopo l’accesso originario.
Per chi segue minacce supply chain e incident response, il punto è quello che può emergere dai sequestri. Le prove raccolte dagli inquirenti possono far affiorare nuovi indicatori, infrastrutture e compromissioni non ancora pubbliche, anche oltre i casi già attribuiti al gruppo.
Shai-Hulud hackers: two men charged over TeamPCP's global supply chain crime spree that hit OpenAI, and thousands more
Police have charged two men from Western Australia over their alleged involvement in TeamPCP, a cybercriminal gang that has been blamed for a massive software supply-chain hacking campaign.