Vulnerabilità ed exploit

Google separa la falla del cloud dal rischio nei workload clienti

Google ha pubblicato un advisory cloud da più bollettini il 25 agosto 2026 che chiarisce una frattura importante: l’infrastruttura Google Cloud non è il bersaglio, ma lo sono i workload dei clienti che girano su Google Cloud. Nel gruppo più sensibile c’è una RCE non autenticata critica in Next.js e libheif; in altri casi, come TPM 2.0 e Intel TDX, Google dice di intervenire con manutenzione gestita.

Il punto è il meccanismo di fiducia. Un’immagine costruita ad arte può far eseguire codice all’app durante l’ottimizzazione in Next.js, perché il componente a valle interpreta dati che l’app considera innocui. Questo lascia esposti il codice applicativo, le immagini di container e le versioni di pacchetto anche quando il piano infrastrutturale del provider non è vulnerabile.

Per chi usa Next.js su Google Cloud, la responsabilità non si esaurisce nella piattaforma. Le correzioni Google-managed coprono i componenti host e firmware che rientrano nelle finestre di manutenzione del provider; il rischio residuo resta nei deployment dei clienti, che vanno trattati come superficie separata.

1 fonte · 26 ago

CVE in questo aggiornamento

371 CVE

Distribuite tra react-server-dom-webpack, react-server-dom-turbopack, react-server-dom-parcel e altri pacchetti correlati.

20 critiche · 183 alte · 118 medie · 9 basse

24 in CISA KEV · 129 con EPSS sopra 1%

25 con codice di exploit pubblico funzionante o integrato

Severità più alta: CVE-2025-55182 · 10.0 CRITICAL

EPSS più alto: CVE-2021-22005 · 100%

Mostriamo le prime 10 per KEV, EPSS e severità.

Cronologia

Fonti

Part of the PlainSec briefing for 2026-08-26

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