Agent Tesla v4 passa nei filtri grazie agli emoji

KnowBe4 ha trovato una campagna BEC diretta ai team finance in cui Agent Tesla v4 usa un JScript pieno di emoji per passare oltre i controlli più semplici. Il punto non è la sola email: il vero varco è l’attachment che, una volta aperto, avvia il codice e trasforma l’utente nel passo di esecuzione. Le emoji non cambiano il comportamento del script, ma ne sporcano la superficie abbastanza da rompere le regole basate su stringhe e rendere il codice meno leggibile a una verifica rapida. Da lì il payload raccoglie credenziali da oltre 40 applicazioni e le invia fuori in pochi secondi, senza lasciare un artefatto ovvio su disco che un controllo statico possa agganciare. Per i difensori che si affidano soprattutto a filtraggio inbox e firme, il problema è questo punto di consegna: la rilevazione deve agganciare la combinazione tra Unicode anomalo e chiamate runtime di JScript, non il solo testo dell’esca. In questo schema, la superficie da proteggere non finisce nella casella di posta; arriva fino ai controlli che decidono cosa viene eseguito davvero.

Part of the PlainSec briefing for 2026-08-22

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