L’AI allarga il divario tra disclosure e triage

Rapid7 segnala che il problema non è più solo la quantità di CVE, ma la capacità di capire quali siano davvero raggiungibili. Nel Q2 2026 le disclosure di vulnerabilità high e critical sono raddoppiate anno su anno, mentre le nuove vulnerabilità sfruttate sono rimaste quasi ferme a 40. L’automazione assistita da AI accelera la scoperta e la pubblicazione delle falle più in fretta di quanto i cicli di patching riescano a smaltirle. Il risultato è un rumore crescente: molte CVE sembrano urgenti sulla carta, ma il progresso degli attaccanti dipende soprattutto da ciò che è esposto, autenticato male o comunque raggiungibile. Per i team che gestiscono priorità di patch e exposure management, la lettura cambia il criterio di coda: la severità da sola non basta più a descrivere il rischio operativo. Conta di più distinguere ciò che un attaccante può toccare subito da ciò che resta teorico su un pannello di classificazione.

Part of the PlainSec briefing for 2026-08-19

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