La fiducia di Windows 11 nella RAM si può riscrivere dall’interno
Su Windows 11, una volta ottenuti privilegi elevati, il confine che dovrebbe reggere dentro il sistema può essere riscritto da un dettaglio della RAM. Non è un problema di capacità: è la fiducia nel metadata del DIMM che diventa manipolabile e consente di indebolire difese pensate per restare attive anche dopo una compromissione locale.
I ricercatori hanno mostrato che su alcuni moduli consumer lo SPD del DIMM è scrivibile dal software. Alterando quei dati, il sistema crede di avere una memoria diversa da quella reale e finisce per far puntare due aree di memoria allo stesso spazio fisico. Da lì si aprono bypass a HVCI e VBS, si possono riattivare driver in blocklist e disabilitare EDR e antivirus.
Microsoft ha già pubblicato mitigazioni ad aprile 2026 per CVE-2026-23670. Per gli operatori Windows 11 il punto è che la protezione della piattaforma non basta più a chiudere il caso dopo un accesso privilegiato: se quei moduli sono presenti, il rischio riguarda anche le difese che contano di più in ambiente enterprise.