Le aziende private entrano nelle operazioni cyber offensive di Stato

La novità non è un nuovo programma di difesa, ma l’ingresso di alcune aziende private statunitensi in operazioni cyber offensive che somigliano, per effetti e cornice, ad attività di Stato. Con un memorandum presidenziale dell’12 agosto, la Casa Bianca autorizza firm vetate a intervenire contro reti criminali estere sotto supervisione di DOJ e DHS. Il programma copre sia la sorveglianza sia le operazioni di disturbo: accedere di nascosto ai sistemi di un bersaglio per raccogliere intelligence, oppure manipolare, degradare o distruggere sistemi e dati. Ogni intervento richiede approvazione scritta, e le aziende partecipanti devono versare una cauzione di almeno 1 milione di dollari. Il punto critico è che il perimetro operativo non è più solo commerciale: chi entra nel programma si espone a rischio legale, a scrutinio di compliance e a possibili ritorsioni straniere. Per i fornitori di cyber e per i team legali interni, il cambiamento pesa oltre il singolo caso. La linea che separava difesa privata e hacking governativo si è assottigliata, e la responsabilità per un’operazione autorizzata dallo Stato resta comunque sulle spalle di chi la esegue.

Part of the PlainSec briefing for 2026-08-13

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