Tre intrusioni su ACRO mostrano una falla di governo
ACRO non ha subito un singolo breach, ma tre intrusioni distinte perché nessuno aveva davvero in carico patch e revisione degli alert. Il risultato è stato l’esposizione di dati sensibili di polizia e di vittime di violenza domestica, su un portale pubblico che è rimasto un punto d’ingresso ripetuto per quasi due anni.
L’ICO contesta alert antivirus lasciati senza lettura e un CMS Kentico fermo alla stessa versione dal settembre 2019, nonostante vulnerabilità note e fix disponibili. Quando gli avvisi non arrivano a chi deve agire, il controllo resta solo sulla carta; quando la patch ownership è incerta, lo stesso sito esterno resta esposto e può essere ripreso di mira più volte.
Per chi gestisce portali esterni o divide la responsabilità con un MSP, il caso mostra che la domanda decisiva non è solo se esista una patch o un alert, ma chi li presidia davvero. Se questa catena è opaca, la compromissione può ripetersi senza che il monitoraggio la fermi in tempo.