Shelbit usava un finto exchange per far passare fondi sanzionati

Un presunto exchange iraniano non era un mercato di clienti, ma un binario di regolamento per denaro sanzionato. OFAC ha colpito Shelbit, il fondatore Siavash Kayvanpour, affiliate in più Paesi e Aban Tether dopo che TRM Labs ha attribuito al network circa 6,3 miliardi di dollari in flussi legati a IRGC, Hamas e altri ecosistemi sanzionati. I fondi entravano e uscivano quasi subito, con importi in ingresso e in uscita quasi identici: il profilo di un conduit, non di una piattaforma che custodisce saldi. Gran parte del traffico passava su TRON in stablecoin e la struttura ruotava i wallet ogni pochi mesi, riducendo la tracciabilità e facendo passare infrastruttura di laundering per attività di scambio ordinaria. Per chi controlla esposizione a sanzioni, flussi crypto e controparti stablecoin, il punto è il modello: una struttura con sede registrata all’estero può servire da cerniera tra più reti sanzionate e non presentarsi come tale a una prima verifica.

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