Il bypass di Spectre v2 riapre il rischio sui host AMD condivisi
La mitigazione di Spectre v2 non è un sigillo definitivo: su alcuni host AMD Linux basta un interrupt nel punto giusto per rendere di nuovo attaccabile il branch predictor dopo che la difesa è già partita. Su macchine condivise, questo lascia spazio a codice locale non privilegiato per tornare a leggere memoria del kernel, anche con le protezioni di default attive.
MIT CSAIL ha dimostrato l’attacco INTERRUPT INJECTION su AMD Zen 2 con Linux 6.14. L’exploit ha leakato memoria arbitraria del kernel a 5,47 byte al secondo con il 91,97% di accuratezza; i ricercatori sono riusciti a individuare e leggere /etc/shadow in 5 tentativi su 10. Linux ha già integrato una correzione per il gap nella gestione di Safe-RET, e AMD ha pubblicato l’avviso AMD-SB-7061 per Zen 1 fino a Zen 4.
Il punto non è solo la singola CVE: la finestra di race tra mitigazione e uso reale della predictor state va trattata come parte del modello di minaccia su CPU affette. Su sistemi multi-tenant o condivisi, “Spectre v2 mitigato” non basta più come conclusione operativa finché la patch non è presente.