Defender diventa un canale di attacco, non solo di pulizia

La fiducia nel layer di difesa si rompe quando il componente che dovrebbe ripulire il sistema può essere pilotato per eseguire operazioni a basso livello sullo stesso Windows protetto. Qui non conta il singolo bug, ma il fatto che un driver di Windows Defender in Ring 0 accetti istruzioni cifrate e faccia esattamente il lavoro per cui è stato scritto: chi ne capisce il linguaggio può far eseguire al difensore i propri comandi. Check Point ha analizzato quel driver su 18 build firmate, da Windows 7 a Windows 11 25H2 aggiornato, e ha mostrato che la chiave di cifratura è rimasta invariata per anni. Lo stesso talk ha dimostrato la rimozione dell’intero stack Defender da una macchina completamente patchata. Sul fronte AI, la ricerca ha colpito LangChain, Google ADK, Microsoft Agent Framework e CrewAI: il problema non è solo il prompt, ma il fatto che contenuti controllati dall’attaccante possano attraversare serializzazione, cache e parser del framework e trasformarsi in azioni. Per i team che difendono Windows e costruiscono agent, il punto è lo stesso: la superficie di attacco sta nel plumbing di fiducia, non nel solo motore visibile. In questo caso non c’è una CVE da seguire; resta un componente antico, presente ovunque, e poco analizzato che continua a meritare attenzione.

Part of the PlainSec briefing for 2026-08-07

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