Fairlife sotto ricatto: i backup non bastano più

Il punto non è solo il leak. Quando un gruppo ransomware può sia pubblicare i dati rubati sia cancellare in modo irreversibile file e backup, la risposta standard perde il suo appiglio principale: il ripristino pulito. Per un produttore, il danno si sposta dal danno reputazionale alla fermata operativa e alla possibilità di non tornare più allo stato precedente. Anubis sostiene di aver bloccato i sistemi di Fairlife e di aver esfiltrato 1 TB di dati riservati, chiedendo un riscatto a Coca-Cola con una scadenza di una settimana. La società aveva già comunicato la sospensione della produzione durante la valutazione dell’impatto; il gruppo è attivo da dicembre 2024 e usa un modello a doppia estorsione, ma si è fatto notare per una modalità wiper che elimina i file e impedisce il recupero. Per chi conta sulla continuità operativa, il messaggio è più ampio del caso Fairlife: il backup può diventare parte del ricatto, non la sua via d’uscita.

Part of the PlainSec briefing for 2026-07-23

Every edition of this story: Fairlife sotto ricatto: i backup non bastano più

Sources