Cursor rompe il confine di fiducia del progetto: aprire una cartella può eseguire un binary che vive nel repository, sotto l’account dell’utente già autenticato. Il punto non è un file malevolo da analizzare dopo, ma il repository stesso che diventa il canale per far partire codice arbitrario e mantenerlo attivo finché il progetto resta aperto, con accesso a source, SSH keys e cloud token.
Mindgard ha pubblicato i dettagli completi di CVE-2026-26268 e conferma che il comportamento si riproduce ancora nelle build attuali di Cursor su Windows. Il problema riguarda il controllo sul percorso di ricerca di Git: se nel root del repository c’è un git.exe, Cursor lo lancia senza prompt né approvazione; la segnalazione risale al 15 dicembre 2025 e, sette mesi dopo, non esistono patch né advisory.
Per chi apre repository fuori dal proprio perimetro di fiducia, la persistenza non sta nel file da leggere ma nella sessione che resta viva e può rieseguire il binary a ogni apertura del progetto. Il rischio pratico è che un clone apparentemente normale basti a trasformare la cartella in una superficie di esecuzione continua, con il profilo di impatto di un accesso locale già ottenuto.