ShareFile torna online, ma il taglio resta sui controller dei clienti

Il punto non è più solo l’interruzione del servizio: la contromisura dipende da componenti che Progress non può spegnere da remoto. Quando il controllo della chiusura resta nelle mani del cliente, la superficie esposta può restare viva anche se l’accesso cloud comincia a tornare. Al terzo giorno dell’incidente, Progress ha disabilitato l’accesso agli account ShareFile che usano Storage Zone Controller e ha chiesto ai clienti di spegnere manualmente i server che li ospitano. La società ha poi iniziato a ripristinare l’accesso al cloud, ma ha mantenuto i controller spenti mentre prosegue l’indagine; non segnala accessi non autorizzati a account o dati. Le due CVE citate dagli utenti, CVE-2026-2699 e CVE-2026-2701, restano il contesto tecnico, ma il rischio operativo è altrove: in architetture ibride con connettori o appliance gestiti dal cliente, il vendor può bloccare il piano cloud senza riuscire a ritirare davvero il nodo esposto. La chiusura dell’incidente passa quindi per la disattivazione fisica o amministrativa del componente locale, non solo per il ripristino del servizio.

Part of the PlainSec briefing for 2026-07-10

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