L’arresto colpisce la rete di supporto dei hacktivist
Il cambio utile non è l’arresto in sé. La novità è che le autorità stanno colpendo la persona che aiuta i gruppi a muoversi, coordinarsi e trovare vie di fuga, non solo il singolo hacker sotto osservazione. Questo può spezzare la continuità operativa di cellule come CARR, Z-Pentest e NoName057(16) anche quando i loro membri principali restano altrove.
La polizia spagnola ha fermato a Palencia un uomo sospettato di fornire supporto logistico a un hacker legato a CARR e di averne favorito la fuga verso la Russia via Polonia e Bielorussia. Gli investigatori parlano anche di comunicazioni tramite app cifrate, coordinamento con membri dei gruppi e gestione di criptovalute; durante la perquisizione sono stati sequestrati computer e dispositivi di storage, oltre a un wallet congelato.
Il segnale per chi segue questo ecosistema è chiaro: la pressione su facilitatori, canali cifrati e flussi di denaro può indebolire la resilienza dei gruppi anche senza colpire subito gli operatori più visibili. Per il monitoraggio delle reti pro-russe, il supporto resta un bersaglio quanto i nomi che compaiono nei comunicati.