I domini inventati dall’LLM diventano infrastruttura d’attacco

Il problema non è l’allucinazione in sé. È che i nomi inventati dai modelli possono essere raccolti come una lista di ricognizione già pronta, e registrati prima ancora che il primo utente li veda come plausibili. Così il traffico generato dall’AI diventa un canale di interception della supply chain, non solo un fastidio di brand protection. Unit 42 ha trovato che gli LLM inventano in modo coerente domini credibili per brand reali, e che attaccanti li stanno registrando per intercettare richieste create da sistemi AI. Il monitoraggio preventivo ha anticipato le registrazioni di 18–51 giorni, e un caso collega un phishing kit costruito con un AI coding assistant, Montana Empire, a un dominio già segnalato come bersaglio ad alto rischio 23 giorni prima. Per chi usa assistant, motori di ricerca AI o strumenti interni che generano link, il punto cambia: il dominio restituito dal modello può essere un’infrastruttura ostile già preposizionata. I playbook anti-phishing e di brand monitoring restano utili, ma non bastano se arrivano dopo che l’attaccante ha già registrato il nome inventato.

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